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DALLA. Com’è profondo Lucio

Venerdì 16 giugno 2023, ore 21.00
Piazza San Paolo

Concerto di canzoni e ricordi di Lucio Dalla
con Carlo Pastori (fisarmonica piano e voce)
Walter Muto (Chitarra e voce)
e Carlo Lazzaroni (violino)
Arrangiamenti e direzione musicale: Walter Muto
Ideazione e Mise en scène: Carlo Pastori

Biglietti posto unico:
8 euro rassegna Agrate A Teatro - inizio spettacoli ore 21.00

agrateatro@gmail.com | Tel 0396057867 (dalle 9.00 alle 16.00)

Fra i talenti che Lucio Dalla ha misteriosamente ricevuto in dono, c'era quello di saper scrivere grandi melodie e
soprattutto testi al tempo stesso semplici e profondi, tanto popolari quanto leopardiani. Noi guardiamo un albero, per
esempio, e ci sembra - quando pure lo notiamo - semplicemente un albero: ma «Cosa sarà che fa crescere gli alberi e la
felicità?». E cosa sarà «che fa morire a vent'anni anche se vivi fino a cento?»
Nel nostro viaggio attraverso le sue canzoni, incorniciate dai nostri "discorsi da osteria", con l'ausilio di testimonianze di
persone vicinissime al cantautore bolognese rendiamo omaggio alla memoria ed alla poetica sempre attualissima, dopo
dieci anni dalla sua scomparsa, di uno dei più grandi autori ed artisti del 900.
Uno che "parlava un'altra lingua, però sapeva amare".

Una ventina di canzoni che si alternano tra i grandi successi e le meno note, ma non per questo meno ricche
di significato e poesia. Molte delle quali raggruppate in Medley.

Gli arrangiamenti di Walter Muto sono scritti in chiave quasi "cameristica", per la sua chitarra, la sua voce, per la voce e
la fisarmonica di Carlo Pastori, qui anche al pianoforte, e per il violino di Carlo Lazzaroni, eclettico concertista di fama
internazionale e tutor dell' Accademia dell'Annunziata.
La tessitura degli arrangiamenti, ispirati alle versioni originali dei brani e con più canzoni raggruppate in "medley" ci pare
rendere al meglio la nostra idea di un "concerto da osteria", uno dei luoghi più amati e frequentati da Lucio. Un tavolo
da osteria, infatti, è l'unico elemento scenografico. Tutto il resto è musica e poesia. E stelle, naturalmente. Perché le
stelle lui ce le metteva in ogni sua canzone.