Non conosco nulla al mondo che abbia tanto potere quanto la parola. A volte ne scrivo una, e la guardo, fino a quando non comincia a splendere.

                 

Emily Dickinson

La parola è evocativa, cioè richiama in chi la pronuncia e in chi ascolta immagini e sensazioni.

 

La parola è un gesto trasformato in suono e attraverso di essa si possono costruire dei mondi dal nulla, creare personaggi e atmosfere.

Il nostro apparato fonatorio è uno strumento dalle infinite possibilità espressive che però utilizziamo al minimo delle sue capacità. Tendiamo a replicare sempre lo stesso ritmo e lo stesso suono. Creiamo una nostra routine nella quale ci adagiamo, questo meccanismo blocca il potere immaginifico ed espressivo della parola stessa.

Il corso ha come obiettivo quello di scoprire le possibilità espressive di ognuno di noi e di imparare a controllarle per poterle mettere a servizio della parola che pronunciamo, del testo che leggiamo.

Come sempre l’incontro con un  testo e una opera d'arte ci porta, inevitabilmente, ad approfondire la conoscenza di noi stessi attraverso il paragone del proprio io più profondo e umano con quello di un altro grande uomo, così la lettura ad alta voce esalta le qualità dell’opera e aiuta ad avere un incontro diretto con l’autore, cosa invece difficile tramite una lettura silenziosa individuale.

Si propone un corso che intende fornire ai partecipanti gli strumenti per poter affrontare nel modo corretto la lettura di un testo letterario sia in prosa sia in poesia.

  1. Il rapporto tra soggetto, testo e pubblico: l’importanza dello sguardo. Superare l’ostacolo del leggio e del testo scritto da leggere.  

  2. Macrosequenze di pensiero. Studio del testo con l’obiettivo di individuare i pensieri cardine su cui è costruita la lettura. Imparare l’uso delle pause per comunicare i cambi tra le macrosequenze di pensiero. Utilizzare segni grafici per marcare le pause.

  3. L’unità dei periodi sintattici: il gesto vocale.

  4. Abitudine a considerare le frasi come periodi sintattici foneticamente unitari e dinamici.

  5. Segni d’interpunzione: tipologie di pause e toni di differenziazione.

  6. Aiuto alla “lettura” delle pause di interpunzione e della differenziazione tonale dei singoli periodi: il tono della principale si deve differenziare da quello della subordinata che segue e così via.

  7. Strumenti vocali: ritmo, altezza, timbro, intensità.

  8. Utilizzo della propria voce come uno strumento musicale da conoscere e imparare a “suonare”.

  9. Il discorso in prima persona: la rappresentazione vocale dei personaggi.

  10. L’interpretazione personale del significato.

  11. La lettura dialogata. 

© 2017 by Matteo Bonanni.

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